La nuova stagione delle Tlc

Un percorso di “Rinascimento professionale e manageriale” delle Tlc attraverso la creazione di un Hub altamente qualificato delle competenze

Giuseppe Anzelmo, Coordinatore della Commissione Telecomunicazioni di Federmanager

L’industria delle Telecomunicazioni, che in Italia conta oltre 200mila lavoratrici e lavoratori, è arrivata finalmente ad un punto di svolta atteso da anni.

Il combinato disposto tra l’esplosione, avvenuta nell’ultima decade, di servizi e piattaforme che necessitano di connettività sempre più disponibile e performante e la mutata strategia di politica industriale a livello nazionale ed europeo, sintetizzata con il termine sovranità digitale, hanno portato finalmente al centro dell’agenda economica e politica l’industria delle Tlc.

Pertanto, le reti di telecomunicazioni da erogatori di connettività “a basso costo” in prospettiva saranno abilitatori di contenuti, servizi a valore aggiunto e strumento essenziale di strategia competitiva per aziende e settore pubblico diventando quindi un ecosistema industriale complesso ed articolato.

Se aggiungiamo da un lato la separazione della parte network da quella dei servizi di Telecom Italia e la sinergia industriale con Poste Italiane e, dall’altro, le ormai certe ulteriori concentrazioni delle aziende del settore presenti sul mercato, è evidente che diventa urgente e necessario, finalmente, definire una vera politica industriale delle Tlc italiane per i prossimi 5-10 anni.

In questo contesto è nata l’idea di progettare un “Coalition building” tra gli attori protagonisti del “core” di questo settore industriale – che si possono sintetizzare in Asstel, la Confindustria delle Tlc e nella componente dei lavoratori (rappresentata da Cgil-Cisl-Uil) e dei manager (rappresentata da Federmanager) del settore – che danno costantemente il loro contributo alla crescita della filiera ciascuno con il proprio ruolo, esperienza e competenza.

Dopo alcuni mesi di impostazione e incontri avvenuti anche presso le sedi istituzionali del Mimit, il progetto ha generato un “Avviso Comune” sottoscritto dai 3 stakeholder (Asstel, Cgil-Cisl-Uil, Federmanager) che ha l’obiettivo di elaborare progetti argomentati e proposte di politica industriare offrendo un’interlocuzione competente e credibile nei confronti degli Organi Governativi sulle 6 tematiche prioritarie attuali e future del settore:

  1. Quadro regolatorio stabile ed equo a livello nazionale ed europeo
  2. Politiche di sostegno agli investimenti in infrastrutture digitali.
  3. Revisione della politica sulle frequenze
  4. Riconoscimento del settore come ad alta intensità energetica
  5. Trasformazione e rilancio del settore call center e rafforzamento del Ccnl Tlc
  6. Promozione del lavoro qualificato come leva di innovazione

Federmanager, condividendo i 6 punti dell’Avviso e sottolineando importanza ed urgenza nell’agire per sviluppare contenuti e proporre progetti e soluzioni, ritiene di poter dare un contributo peculiare di concreta ed efficace progettualità soprattutto riguardo alla promozione del lavoro qualificato come leva di innovazione. L’avviso a questo proposito recita: “Le Parti condividono che il rilancio delle Tlc richiede investimenti non solo nelle infrastrutture, ma anche nel capitale umano e nella qualità del lavoro. A tal fine ritengono prioritarie misure che investano in formazione continua, aggiornamento professionale, certificazione delle competenze, strumenti di politiche attive e di flessibilità sostenibile”.

L’idea, generata in seno alla nostra Commissione Industriale delle Tlc e condivisa ed apprezzata dal Vice Presidente federale Gherardo Zei, è di creare un percorso di “Rinascimento professionale e manageriale” delle Tlc attraverso la creazione di un “Hub delle competenze” che possa far rinascere cultura e competitività dell’industria delle telecomunicazioni.

Idealmente, l’ambizioso progetto dovrebbe coinvolgere le principali aziende del settore (Carrier, Produttori di apparati, System integrators), i lavoratori ad ogni livello e i Centri di ricerca/Università che insieme potrebbero, ad esempio attraverso una fondazione, realizzare un ecosistema della conoscenza aggiornato e adeguato all’attualità futuribile.

Il modello iniziale di riferimento potrebbe essere la gloriosa “Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli” de L’Aquila, in passato eccellenza internazionale italiana nella formazione di professionisti delle Tlc provenienti da tutto il mondo.

La scuola, intitolata al primo Direttore Generale Stet del dopoguerra, era legata alla necessità di formazione di ingegneri e dirigenti del settore delle telecomunicazioni ed è stata l’antesignana dei campus universitari, visto che è datata 1977.

Ssgr era destinata originariamente alla formazione post-universitaria di quadri e dirigenti di Sip e Stet, ma progressivamente fu allargata alle società del Gruppo ed a società esterne italiane ed internazionali, rendendola tra gli anni ’80 e ’90 un vero e proprio polo di competenze nel settore Telco ed IT.

I docenti erano in parte interni ed in parte esterni, provenienti da altre società o da università e centri di ricerca italiani ed internazionali, tra i quali Cselt.

Gli argomenti sui quali venivano svolte attività di formazione e ricerca erano sia tecnici del settore dell’Ict (architetture delle reti di telecomunicazioni e servizi, infrastrutture di telecomunicazioni e tecnologie, informatica) che manageriali (marketing e strategia, organizzazione, regolamentazione) o legati all’integrazione con il mondo del software.

Il modello SSGR potrebbe essere naturalmente il punto di partenza non di arrivo, bisognerà certamente adeguarne forma e contenuti al contesto attuale, ma il tratto distintivo del nostro Paese, rispetto ad altre pur importanti nazioni, è che abbiamo una storia, anche industriale, caratterizzata da idee e progetti di eccellenza mondiale che rappresentano modelli di riferimento per generare un progetto ambizioso ed al passo con i tempi come il Telco competence hub.

Punto focale e strategico per il Tch è il sostanziale contributo del mondo della conoscenza (Università, Centri di ricerca) che, in questo secolo, ha perso quasi completamente la caratterizzazione sulle Tlc.

Si pensi che ad oggi sono molto rare le Università dotate di un corso di laurea in Ingegneria delle telecomunicazioni, che molto spesso viene ricompreso in corsi considerati “affini” come Ingegneria informatica o elettronica.

A questo proposito Federmanager, ed in particolare la Commissione Telco, ha avviato i primi confronti con il mondo accademico, tra cui un’interlocuzione informale con il Politecnico di Bari e di Torino, realtà consolidate e riconosciute a livello nazionale, che hanno ritenuto il progetto di grande interesse e si sono resi disponibili a dare un contributo di valore, naturalmente in forma corale con altre eccellenze e poli universitari italiani

In conclusione, si può affermare che la attuale “congiuntura astrale”, sintetizzata dal progetto declinato nell’Avviso Comune da parte dei protagonisti del settore, rappresenta un’opportunità da non perdere anzi da cogliere qui e ora, la cui concreta espressione che ne sostanzia le fondamenta potrebbe essere un apposito Decreto Connettività e Sicurezza Nazionale.

Federmanager, con la Commissione telecomunicazioni, è pronta a cogliere questa storica opportunità!

 

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