Per approfondire il ruolo della managerialità nelle trasformazioni che stanno attraversando le imprese e il mondo del lavoro, abbiamo chiesto una riflessione a Francesca Mazzolari, nuova Direttrice Generale di 4.Manager. Economista, con una consolidata esperienza sui temi del lavoro, delle competenze, delle politiche pubbliche e della competitività, Francesca Mazzolari si è laureata all’Università Bocconi e ha conseguito il Ph.D. in Economics presso la University of California, San Diego. Ha svolto attività di ricerca e insegnamento negli Stati Uniti ed è stata economista del Centro Studi Confindustria.
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Le trasformazioni del sistema produttivo stanno ridefinendo il ruolo della managerialità e il modo stesso di fare impresa. In un contesto segnato da transizione demografica, digitale e ambientale, la competitività non dipende più soltanto dalla capacità di investire e innovare. Dipende, sempre più, dalla capacità di leggere il cambiamento e tradurlo in scelte organizzative coerenti.
Questa evoluzione amplia il perimetro della cultura d’impresa. Per lungo tempo essa è stata ricondotta all’identità aziendale, alla visione dell’imprenditore, ai valori e agli stili di leadership: dimensioni essenziali, ma non più sufficienti. Oggi cultura d’impresa significa anche farsi carico di questioni più ampie: qualità del lavoro, competenze, equilibrio generazionale, inclusione, sostenibilità, responsabilità verso i territori e uso consapevole delle tecnologie.
È questa la prospettiva che orienta l’azione di 4.Manager, l’Associazione costituita da Confindustria e Federmanager. Con il rinnovo del CCNL dei dirigenti dell’industria del novembre 2024, le Parti sociali hanno affidato all’Associazione il compito di promuovere la cultura d’impresa e manageriale, con attenzione a temi strategici: gestione etica dell’intelligenza artificiale, parità di genere ed equità retributiva, modelli organizzativi inclusivi e sostenibili.
Le grandi transizioni non incidono su una sola funzione aziendale, ma attraversano l’intera organizzazione. La digitalizzazione dei processi produttivi, ad esempio, modifica il concetto di sicurezza d’impresa. Le tecnologie possono prevenire incidenti e migliorare il presidio dei rischi, ma introducono vulnerabilità per dati, continuità operativa e sistemi di controllo. La sicurezza informatica diventa così complementare alla sicurezza sul lavoro e componente strutturale della resilienza aziendale. Ne deriva l’esigenza di superare assetti verticalizzati, nei quali HSE, IT, HR, operations, innovazione e cybersecurity operano secondo logiche separate.
La nuova cultura d’impresa richiede maggiore integrazione organizzativa: connessione tra competenze, condivisione delle informazioni, allineamento di obiettivi e responsabilità, processi decisionali trasversali.
Anche il concetto di governance si modifica. Non è più soltanto governo dell’impresa, definizione di regole o presidio dei processi. È sempre più trasmissione di consapevolezza, costruzione di senso di appartenenza e capacità di rendere le persone parte attiva delle trasformazioni. Sono le persone, con competenze e motivazioni, a rendere effettive le strategie e a determinare la qualità dell’adattamento organizzativo.
Formazione continua, attrazione dei talenti, inclusione e parità di genere non sono ambiti separati dalle politiche di competitività. Ne sono parte integrante. In un mercato del lavoro segnato da invecchiamento, scarsità di professionalità e rapida obsolescenza delle competenze, la qualità dell’organizzazione diventa essa stessa un fattore produttivo.
Su questi temi 4.Manager intende rafforzare il proprio ruolo di osservatorio e confronto tra imprese, manager e istituzioni, mettendo a disposizione dati e analisi utili a interpretare i cambiamenti in corso. La managerialità è un fattore decisivo di competitività e la cultura d’impresa il terreno su cui si costruiscono, in modo integrato, innovazione, competenze, sostenibilità e crescita.
