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Un ecosistema che produce valore

Dalla connettività a un ecosistema integrato di tecnologie e servizi. Le telecomunicazioni sono chiamate a proiettare verso il futuro il proprio modello industriale, puntando sulle competenze

Giuseppe Anzelmo, Coordinatore della Commissione Telecomunicazioni di Federmanager

All’alba del secondo quarto del 21esimo secolo, in piena rivoluzione digitale, si può affermare che la naturale evoluzione di un settore strategico come le telecomunicazioni è diretta verso la perfetta sincronia ed integrazione con il continuo innovarsi delle tecnologie hardware e software.

Dai telefoni analogici a disco combinatore agli smart device, diventati inseparabili ed indispensabili compagni di vita per il genere umano, la strada è stata breve trasformando progressivamente lo smartphone in una vera e propria “componente di sistema” senza la quale non è più possibile effettuare operazioni indispensabili nella nostra vita come effettuare pagamenti, ricevere ed inviare dati di qualsiasi tipo, collegarsi in tempo reale con l’altra parte del globo e così via.

Lo smartphone “sintetizza” la tecnologia hw e sw disponibile diventando ormai “way of life” per miliardi di persone, che danno per scontato il perfetto funzionamento di questo oggetto al pari dell’energia, del gas e del combustibile per auto.

La “tecnologia abilitante che non si vede”, indispensabile come l’acqua potabile per far funzionare gli smart device, è rappresentata dall’industria delle telecomunicazioni, vero e proprio motore nascosto dell’innovazione, senza la quale sarebbe materialmente impossibile utilizzare lo smartphone e tutti i device che ci servono per vivere, lavorare e comunicare.

Le reti di telecomunicazione, dunque, rappresentano le fondamenta, l’asse portante e l’infrastruttura abilitante dell’innovazione tecnologica e per questo motivo le nazioni la considerano industria strategica al pari di quella energetica e della difesa.

Le reti di telecomunicazione rappresentano le fondamenta, l’asse portante e l’infrastruttura abilitante dell’innovazione tecnologica

 

In un mondo ormai pervaso da continue innovazioni in ogni settore, le reti di telecomunicazioni sono ormai completamente interdipendenti ed integrate con i paradigmi della tecnologia, primi fra tutti l’intelligenza artificiale, il cloud, i data center, la cybersecurity.

Altresì, per quanto veloci, larghi ed efficienti possano essere i canali trasmissivi (fissi, mobili o satellitari) se non fossero supportati da programmi informatici che ne ottimizzano il throughput (la quantità di dati trasferita in un intervallo di tempo) e il carico trasmissivo, considerata la gigantesca mole di dati che vengono scambiati, si andrebbe rapidamente verso il “collasso delle reti”.

Pensate a come si presenterebbe una rete di Tlc senza il cosiddetto “bilanciamento di carico” cioè senza una tecnologia di intelligenza artificiale che dinamicamente ed istantaneamente ottimizza l’utilizzo dei canali trasmissivi a seconda dei carichi previsti ed effettivi di dati che passano attraverso le reti, oppure a come potrebbe essere pericoloso non adottare tecnologie e procedure di cybersecurity e ci trovassimo completamente esposti anche ai più semplici attacchi informatici.

Tutti esempi che dimostrano la totale interdipendenza tra infrastruttura abilitante (le reti) e contenuti e tecnologie che ne governano l’utilizzo.

La Commissione Industriale per le telecomunicazioni di Federmanager è costantemente al lavoro per rendere questa interdipendenza la più sinergica possibile, che vuol dire provare ad agire in sintonia e sincronia con le tecnologie che interagiscono con le reti.

Particolarmente importante per la nostra Commissione sarà la ricerca di continui scambi professionali con i colleghi delle Commissioni innovazione e Intelligenza artificiale che ha e avrà sempre di più l’obiettivo di costruire progetti e azioni comuni per “mettere a sistema e dare valore” alle conoscenze e ricerche reciproche.

Obiettivo “fondante” della Commissione è valorizzare lavoro ed opera manageriale dei professionisti del settore Tlc.

È in fase di progettazione il programma 2027 che ha come punto di partenza la definizione di una “Piattaforma di orchestrazione” delle competenze che deve individuare gli strumenti professionali necessari a chi opera nel settore Tlc per essere pronto a rispondere alle esigenze complesse e articolate necessarie oggi per emergere.

Le reti di telecomunicazioni da erogatori di connettività “a basso costo” in prospettiva diventeranno abilitatori di contenuti, servizi a valore aggiunto e strumento essenziale di strategia competitiva diventando quindi un ecosistema industriale complesso ed articolato.

Pertanto, la professionalità da costruire, oltre a disporre di una solida competenza nel settore “core” TLC, dovrà integrarla con la conoscenza dei paradigmi innovativi “mainstream” attuali e futuri come l’intelligenza artificiale, il cloud computing, la cybersecurity e dovrà saperle applicare con le caratteristiche dell’industria Tlc.

Per raggiungere l’obiettivo sarà indispensabile progettare un sistema di relazione sinergico, concreto ed efficace con il mondo della ricerca e dell’università, con la componente industriale e con le realtà nazionali ed internazionali che si occupano di innovazione.

La progettualità dovrà consentire di promuovere il lavoro qualificato come leva di innovazione.

Il punto cardine del ragionamento è che se intendiamo l’innovazione tecnologica esclusivamente come continui investimenti in potenti motori e strumenti di intelligenza artificiale, confondiamo la vera innovazione con il mero cambio di motore (da ChatGPT a Claude), mentre l’investimento deve essere innanzitutto sulle persone per dare la possibilità ai professionisti delle Tlc di governare il processo e non di subirlo o, al massimo, seguirlo.

L’investimento deve essere innanzitutto sulle persone per dare la possibilità ai professionisti delle Tlc di governare i processi

 

Diventa indispensabile quello che abbiamo definito il “Rinascimento professionale e manageriale” delle Tlc attraverso la creazione di un “Hub delle competenze” che possa far rinascere cultura e competitività dell’Industria delle telecomunicazioni e che significa investire sia nelle infrastrutture (reti di telecomunicazioni, data center e strumenti IT) che contemporaneamente sulla managerialità (marketing e strategia, organizzazione, regolamentazione).

Il settore Ict (Information & communication technology) deve diventare sempre più convergente e trovare sintesi in un “orchestratore tecnologico” che contenga e diriga tutte le tecnologie che guidano l’innovazione dei processi.

La Commissione Telecomunicazioni ritiene ormai matura l’evoluzione verso una piattaforma tecnologica integrata in un’unica Pangea evolutiva.

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