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Ripartiamo dalle persone

Aiutare il Paese a crescere nel segno dell’equità, coniugando la ripresa economica con il benessere sociale: un obiettivo possibile

Rinsaldare la struttura sociale ponendo nuove basi per la costruzione del futuro. Perché CIDA crede che progresso economico e progresso sociale debbano procedere di pari passo.

 

Ma attenzione, la visione della Confederazione non si limita ad azioni specifiche che garantiscano una “rete di sicurezza” per le persone in maggiori difficoltà economiche, CIDA guarda oltre e vuole contribuire alla definizione di un sistema che garantisca la più ampia coesione sociale, mirando alla tutela delle persone rispetto ai diversi rischi (lavorativi, di salute, generazionali, etc…) da gestire.

 

È questa una delle vie da seguire per rimettere in moto la crescita economica del Paese.

 

L’Italia ha bisogno di un welfare nuovo, che sostenga lo sviluppo e contrasti ogni fattore di discriminazione e ingiustizia sociale, con la capacità di puntare alla valorizzazione della persona come risorsa per sé e per la comunità, a prescindere dalla sua condizione (anagrafica, economica, formativa e di salute).

 

L’Italia ha bisogno di un welfare nuovo, che sostenga lo sviluppo e contrasti ogni fattore di discriminazione e ingiustizia sociale

 

Un obiettivo ambizioso, che potrà essere realizzato solo alla luce di un’attenta analisi strutturale delle diverse voci di spesa da affrontare, tenendo conto degli aspetti connessi alle criticità in termini demografici, occupazionali, di bassi salari e di evasione fiscale.

 

CIDA chiede che sia dato maggiore spazio al welfare integrato, e in particolare alla previdenza complementare, prevedendo meccanismi che rafforzino la copertura dell’assistenza (in primis con l’abbattimento del carico fiscale) e incentivino maggiormente l’investimento, da parte dei Fondi, nell’economia reale e nelle Pmi, salvaguardando al contempo la tutela del patrimonio dei lavoratori.

 

Per ripensare le politiche di welfare, bisogna partire da due punti cardine: serve equità nella ripartizione dei sacrifici e dei diritti tra le diverse generazioni, ma devono essere sempre difesi i diritti maturati: la certezza della norma è infatti un presupposto imprescindibile per il rapporto di fiducia tra il cittadino e lo Stato.

 

Occorre, più in generale, concentrarsi sul superamento di forme di sostegno episodiche, per realizzare percorsi di inclusione in progetti di sviluppo e di “occupabilità” permanente (employability).

 

Alla luce delle diverse esigenze recepite sul piano economico e sociale, CIDA offre un panorama di proposte:

• Diffondere un welfare aziendale che risponda alle esigenze di flessibilità dei lavoratori, in un’ottica di conciliazione tra vita privata e lavoro che tenga conto delle esigenze legate alla genitorialità.

 

• Valorizzare il ruolo degli enti per la formazione continua.

 

• Incentivare lo smart working come modello di organizzazione del lavoro.

 

• Sostenere politiche di coesione sociale e inclusione.

 

• Prevedere una riforma fiscale più equa per lavoratori e imprese, che permetta di contemperare la sostenibilità del sistema e garantire un adeguato tenore di vita.

 

• Prevedere un ulteriore ampliamento di quanto previsto dai recenti interventi normativi in merito alle misure di welfare aziendale riconosciute in esenzione Irpef e ai rimborsi erogati dai datori di lavoro per il pagamento delle bollette, così da fronteggiare l’aumento del costo della vita.

 

• Favorire la flessibilità in uscita.

 

• Salvaguardare il potere d’acquisto di tutte le pensioni.