Il valore dell’acqua

Blue, Water e Undersea Economy: tre ambiti da integrare in una visione sistemica dell’“economia dell’acqua” per il nostro Paese

Mauro Grassi, Direttore della Fondazione Earth and Water Agenda

 

Mediterraneo, coste e acqua sono elementi in grado di suggerire un percorso di nuovo, interessante, sviluppo sostenibile per l’Italia. La Blue Economy riguarda le attività economiche connesse al mare e alle coste, quali trasporti marittimi, portualità, pesca, acquacoltura, turismo costiero ed energie marine. La Water Economy comprende invece la gestione integrata del ciclo naturale e artificiale dell’acqua, includendo approvvigionamento, depurazione, riuso delle risorse idriche, tutela degli ecosistemi acquatici e interventi di prevenzione e mitigazione del rischio idrico e idrogeologico. La Undersea Economy si concentra sullo spazio sottomarino come nuova frontiera economica e strategica, includendo infrastrutture digitali, cavi e data center subacquei, monitoraggio ambientale, ricerca scientifica, robotica, sicurezza e sfruttamento sostenibile delle risorse del fondale. L’integrazione tra questi tre ambiti consente di sviluppare una visione sistemica dell’“economia dell’acqua” per il nostro Paese.

In termini di prospettiva, già oggi più che avviata, si tratta di un sistema che può mobilitare oltre 25 miliardi di investimento all’anno con un impulso notevole in termini di Pil, occupazione, creazione di nuove imprese e sviluppo di tecnologie.

I porti rappresentano il cuore della Blue Economy. Oltre l’80% delle merci mondiali viaggia via mare e gli scali devono coniugare efficienza, digitalizzazione e resilienza climatica. Il modello di Rotterdam mostra la direzione: digital twin per prevedere maree e correnti, movimentazione automatizzata dei container, elettrificazione delle banchine e sviluppo dell’idrogeno verde. Allo stesso tempo, l’innalzamento del livello del mare richiede nuove opere di protezione, dal rafforzamento delle dighe foranee all’adeguamento delle banchine e dei sistemi di allerta meteo-marina.

Il mare è anche una piattaforma energetica. L’eolico offshore alimenta una filiera che coinvolge cantieristica, siderurgia, meccanica avanzata, sensoristica, robotica subacquea e cybersecurity. Le reti elettriche sottomarine e la produzione di idrogeno verde stanno trasformando i porti in hub multifunzionali capaci non solo di movimentare merci, ma anche di produrre, distribuire e accumulare energia.

La cantieristica italiana rappresenta una delle principali eccellenze mondiali. Leader nella costruzione di superyacht, integra materiali compositi, propulsioni ibride, automazione, sensoristica e progettazione digitale. Le competenze sviluppate trovano applicazione anche nelle piattaforme offshore, nelle imbarcazioni elettriche, nei mezzi per la manutenzione delle infrastrutture marine e nella mobilità sostenibile.

Anche il mondo sottomarino, coordinato dal Polo nazionale della Dimensione Subacquea che è l’hub italiano dedicato alla ricerca, sviluppo e coordinamento delle tecnologie subacquee, è diventato una frontiera tecnologica avanzata. Veicoli autonomi e robot telecomandati operano a profondità un tempo irraggiungibili, monitorando ecosistemi, ispezionando infrastrutture energetiche, gasdotti e cavi sottomarini, attraverso i quali transita circa il 95% del traffico mondiale dei dati.

Il turismo costiero è chiamato a evolvere verso modelli più sostenibili e meno stagionali. Nautica sostenibile, porti turistici intelligenti, archeologia subacquea, mobilità elettrica, turismo scientifico ed esperienze legate al mare rappresentano nuovi segmenti di crescita, capaci di valorizzare il patrimonio naturale delle nostre coste.

La MWE (Mediterranean Water Economy) si estende alla Water Economy in senso stretto, affrontando le grandi sfide poste dal cambiamento climatico. Siccità, alluvioni e dissesto idrogeologico non rappresentano più emergenze occasionali, ma fenomeni strutturali che richiedono un ecosistema industriale integrato. Ingegneria civile, osservazione satellitare, digitalizzazione, materiali avanzati, desalinizzazione, depurazione delle acque e Nature-Based Solutions convergono in una filiera che va dalla progettazione digitale alla manutenzione predittiva delle infrastrutture.

Anche le dighe stanno diventando sempre di più infrastrutture intelligenti. Sensori strutturali, digital twin e sistemi di monitoraggio continuo consentono di controllare deformazioni, infiltrazioni e condizioni di sicurezza, mentre gli impianti di pompaggio trasformano gli invasi in elementi strategici per l’accumulo energetico necessario alla transizione ecologica.

L’acqua assume inoltre un ruolo centrale nell’economia digitale. Data center e call center richiedono grandi quantità di acqua per il raffreddamento delle infrastrutture informatiche. Per questo si stanno diffondendo circuiti idrici chiusi, riutilizzo delle acque reflue trattate e sistemi di raffreddamento a immersione, capaci di ridurre consumi energetici e impatto ambientale.

La MWE non è quindi soltanto un insieme di attività legate al mare, ma una nuova architettura industriale con al centro l’acqua fondata su tre “driver di sviluppo”.

Il primo è la tecnologia e la ricerca. Digital twin, intelligenza artificiale, sensoristica, robotica subacquea, sistemi energetici avanzati e infrastrutture intelligenti costituiscono la base per sviluppare nuove soluzioni, aumentare l’efficienza e creare competitività.

Il secondo pilastro è la sostenibilità, che non rappresenta più un vincolo ma un fattore produttivo. Gli interventi di adattamento climatico, dalla gestione delle risorse idriche alle infrastrutture di protezione costiera, attivano nuove filiere industriali, favoriscono occupazione qualificata e rafforzano la sovranità tecnologica nazionale. La sostenibilità diventa così un motore di sviluppo economico.

Il terzo pilastro è la collaborazione tra pubblico e privato. Le grandi trasformazioni richiedono investimenti, governance condivisa e una visione strategica comune. Solo attraverso partenariati efficaci è possibile realizzare infrastrutture innovative, accelerare la diffusione delle nuove tecnologie e rafforzare la competitività di sistema.

La MWE rappresenta quindi una piattaforma industriale che integra mare, acqua, energia, manifattura avanzata e digitale. Valorizzare la posizione dell’Italia nel Mediterraneo significa investire in ricerca, innovazione e infrastrutture, osservando con attenzione quanto sta avvenendo nel sistema economico euromediterraneo, dove numerosi paesi stanno sperimentando modelli tecnologici e industriali in grado di contribuire alla crescita dell’economia dell’acqua.

Valorizzare la posizione dell’Italia nel Mediterraneo significa investire in ricerca, innovazione e infrastrutture, osservando con attenzione quanto sta avvenendo nel sistema economico euromediterraneo

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