
All’alba del secondo quarto del 21esimo secolo, in piena rivoluzione digitale, si può affermare che la naturale evoluzione di un settore strategico come le telecomunicazioni è diretta verso la perfetta sincronia ed integrazione con il continuo innovarsi delle tecnologie hardware e software.
Dai telefoni analogici a disco combinatore agli smart device, diventati inseparabili ed indispensabili compagni di vita per il genere umano, la strada è stata breve trasformando progressivamente lo smartphone in una vera e propria “componente di sistema” senza la quale non è più possibile effettuare operazioni indispensabili nella nostra vita come effettuare pagamenti, ricevere ed inviare dati di qualsiasi tipo, collegarsi in tempo reale con l’altra parte del globo e così via.
Lo smartphone “sintetizza” la tecnologia hw e sw disponibile diventando ormai “way of life” per miliardi di persone, che danno per scontato il perfetto funzionamento di questo oggetto al pari dell’energia, del gas e del combustibile per auto.
La “tecnologia abilitante che non si vede”, indispensabile come l’acqua potabile per far funzionare gli smart device, è rappresentata dall’industria delle telecomunicazioni, vero e proprio motore nascosto dell’innovazione, senza la quale sarebbe materialmente impossibile utilizzare lo smartphone e tutti i device che ci servono per vivere, lavorare e comunicare.
Le reti di telecomunicazione, dunque, rappresentano le fondamenta, l’asse portante e l’infrastruttura abilitante dell’innovazione tecnologica e per questo motivo le nazioni la considerano industria strategica al pari di quella energetica e della difesa.
Le reti di telecomunicazione rappresentano le fondamenta, l’asse portante e l’infrastruttura abilitante dell’innovazione tecnologica
In un mondo ormai pervaso da continue innovazioni in ogni settore, le reti di telecomunicazioni sono ormai completamente interdipendenti ed integrate con i paradigmi della tecnologia, primi fra tutti l’intelligenza artificiale, il cloud, i data center, la cybersecurity.
Altresì, per quanto veloci, larghi ed efficienti possano essere i canali trasmissivi (fissi, mobili o satellitari) se non fossero supportati da programmi informatici che ne ottimizzano il throughput (la quantità di dati trasferita in un intervallo di tempo) e il carico trasmissivo, considerata la gigantesca mole di dati che vengono scambiati, si andrebbe rapidamente verso il “collasso delle reti”.
Pensate a come si presenterebbe una rete di Tlc senza il cosiddetto “bilanciamento di carico” cioè senza una tecnologia di intelligenza artificiale che dinamicamente ed istantaneamente ottimizza l’utilizzo dei canali trasmissivi a seconda dei carichi previsti ed effettivi di dati che passano attraverso le reti, oppure a come potrebbe essere pericoloso non adottare tecnologie e procedure di cybersecurity e ci trovassimo completamente esposti anche ai più semplici attacchi informatici.
Tutti esempi che dimostrano la totale interdipendenza tra infrastruttura abilitante (le reti) e contenuti e tecnologie che ne governano l’utilizzo.
La Commissione Industriale per le telecomunicazioni di Federmanager è costantemente al lavoro per rendere questa interdipendenza la più sinergica possibile, che vuol dire provare ad agire in sintonia e sincronia con le tecnologie che interagiscono con le reti.
Particolarmente importante per la nostra Commissione sarà la ricerca di continui scambi professionali con i colleghi delle Commissioni innovazione e Intelligenza artificiale che ha e avrà sempre di più l’obiettivo di costruire progetti e azioni comuni per “mettere a sistema e dare valore” alle conoscenze e ricerche reciproche.
Obiettivo “fondante” della Commissione è valorizzare lavoro ed opera manageriale dei professionisti del settore Tlc.
È in fase di progettazione il programma 2027 che ha come punto di partenza la definizione di una “Piattaforma di orchestrazione” delle competenze che deve individuare gli strumenti professionali necessari a chi opera nel settore Tlc per essere pronto a rispondere alle esigenze complesse e articolate necessarie oggi per emergere.
Le reti di telecomunicazioni da erogatori di connettività “a basso costo” in prospettiva diventeranno abilitatori di contenuti, servizi a valore aggiunto e strumento essenziale di strategia competitiva diventando quindi un ecosistema industriale complesso ed articolato.
Pertanto, la professionalità da costruire, oltre a disporre di una solida competenza nel settore “core” TLC, dovrà integrarla con la conoscenza dei paradigmi innovativi “mainstream” attuali e futuri come l’intelligenza artificiale, il cloud computing, la cybersecurity e dovrà saperle applicare con le caratteristiche dell’industria Tlc.
Per raggiungere l’obiettivo sarà indispensabile progettare un sistema di relazione sinergico, concreto ed efficace con il mondo della ricerca e dell’università, con la componente industriale e con le realtà nazionali ed internazionali che si occupano di innovazione.
La progettualità dovrà consentire di promuovere il lavoro qualificato come leva di innovazione.
Il punto cardine del ragionamento è che se intendiamo l’innovazione tecnologica esclusivamente come continui investimenti in potenti motori e strumenti di intelligenza artificiale, confondiamo la vera innovazione con il mero cambio di motore (da ChatGPT a Claude), mentre l’investimento deve essere innanzitutto sulle persone per dare la possibilità ai professionisti delle Tlc di governare il processo e non di subirlo o, al massimo, seguirlo.
L’investimento deve essere innanzitutto sulle persone per dare la possibilità ai professionisti delle Tlc di governare i processi
Diventa indispensabile quello che abbiamo definito il “Rinascimento professionale e manageriale” delle Tlc attraverso la creazione di un “Hub delle competenze” che possa far rinascere cultura e competitività dell’Industria delle telecomunicazioni e che significa investire sia nelle infrastrutture (reti di telecomunicazioni, data center e strumenti IT) che contemporaneamente sulla managerialità (marketing e strategia, organizzazione, regolamentazione).
Il settore Ict (Information & communication technology) deve diventare sempre più convergente e trovare sintesi in un “orchestratore tecnologico” che contenga e diriga tutte le tecnologie che guidano l’innovazione dei processi.
La Commissione Telecomunicazioni ritiene ormai matura l’evoluzione verso una piattaforma tecnologica integrata in un’unica Pangea evolutiva.
