Alla prova degli algoritmi

Sovranità, formazione e sviluppo tecnologico: una strategia integrata per guidare il percorso di transizione digitale del nostro Paese

Presidente dell’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento e della Fondazione Italian Digital Hub

“Dominati dagli algoritmi in un Paese in affitto”, che ho avuto il piacere di scrivere insieme a Pierfrancesco Malu, è un libro dal titolo fortemente provocatorio che però non fa di tale caratteristica la sua ragione d’essere. Anzi, utilizzandola quasi unicamente come pretesto, il volume si propone al lettore come un vero e proprio “libro bianco del digitale” in Italia, nel quale l’analisi dello stato dell’arte è lo strumento attraverso cui descrivere politiche, iniziative e strategie.

Il libro, infatti, attraversa i principali ambiti in cui il digitale sta ridisegnando il Paese – pubblica amministrazione, sanità, pagamenti, giustizia, industria, turismo, finanza, dati, intelligenza artificiale, cybersecurity, lavoro, energia e transizione verde – offrendo una lettura integrata di infrastrutture, politiche, tecnologie e impatti sociali. Non un manifesto teorico, quindi, ma un testo corale e operativo che raccoglie analisi, scenari, casi, contributi istituzionali e proposte, con l’obiettivo di fornire un set di leve su cui costruire una strategia digitale italiana più autonoma, inclusiva e competitiva.

Tre sono i principali fili conduttori che ricorrono nelle pagine: la sovranità, la formazione e lo sviluppo tecnologico. Tutti questi elementi non esistono di per sé ma sono considerati come parte di una strategia integrata comune tesa a determinare le caratteristiche dell’Italia digitale.

La sovranità (e non sovranismo), ad esempio, è intesa nell’accezione di strumenti e procedure che consentono a imprese, cittadini e pubbliche amministrazioni di essere indipendenti e quindi competitivi nell’accesa sfida internazionale. Sempre legato al tema della sovranità, è lungamente illustrato lo stretto rapporto che intercorre tra il Sistema Paese e le grandi piattaforme internazionali, ciò in particolare per quanto riguarda la gestione e la valorizzazione dei dati, considerati tra i beni più preziosi che il nostro Paese ha a disposizione.

Per quanto riguarda, invece, le competenze, è chiaro che un mondo in evoluzione imponga anche la capacità di evolvere e la capacità di comprendere i fenomeni, oltre che di governarli adeguatamente: ciò vale tanto per i governi e le amministrazioni pubbliche quanto per le imprese e i singoli cittadini; ed è sotto questo profilo che Dominati dagli algoritmi in un Paese in affitto smette le sue vesti di “libro d’inchiesta” e diventa anche un manuale per tutti coloro che ne vogliano cogliere i suggerimenti.

Come ricordava il sociologo Alvin Toffler, «gli analfabeti del futuro non saranno coloro che non sanno leggere e scrivere, ma quelli che non sanno imparare, disimparare e reimparare»: un invito a ripensare il nostro rapporto con la tecnologia non come destino da subire, ma come strumento da governare.

L’obiettivo di questo volume è di offrire una visione ampia e allo stesso tempo operativa dell’intero scenario dell’economia e della società digitale italiana. Dalle infrastrutture essenziali alle trasformazioni che stanno ridisegnando pubblica amministrazione, imprese, sanità, istruzione, finanza, manifattura e servizi. Dal ruolo dell’intelligenza artificiale all’utilizzo dei dati come risorsa strategica per il policymaking e per la competitività. Fino ai temi più delicati: l’etica tecnologica, la privacy, l’inclusione e il digital divide che ancora divide aree geografiche, generazioni e contesti professionali.

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