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Manager innovatori, tra impresa e no profit

“E’ necessario ridisegnare le mappe mentali. E’ lo stesso significato di innovazione che si sta profondamente modificando, assumendo una valenza sociale. Dalla formazione, all’istruzione, alla salute, al recupero dei beni culturali, agli interventi di solidarietà verso i soggetti deboli sono molteplici gli ambiti della venture philantropy, che testimoniano l’importanza di coltivare una visione alta del progresso, aperta e soprattutto inclusiva”.

Nadio Delai, Presidente di Ermeneia, sintetizza così il messaggio di fondo emerso dall’interessante dibattito dello scorso 3 novembre dal titolo Manager Innovatori: un percorso di innovazione sociale sostenibile?

Presso la sede di Unindustria Bologna i rappresentanti della stessa associazione degli Industriali e di Federmanager Bologna hanno sancito la chiusura dell’edizione pilota del loro progetto Manager Innovatori, intervento realizzato da Vises Onlus con il contributo di Fondirigenti Fondazione Taliercio. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto utile per fare il punto su quanto viene attualmente sviluppato in Italia in termini di innovazione sociale ma soprattutto su quali siano le ipotesi percorribili in futuro.

L’innovazione sociale potrebbe offrire la possibilità di raggiungere un nuovo equilibrio fra imprenditorialità e no profit in grado di originare modelli e strutture innovativi e sostenibili capaci di soddisfare le sempre più nuove emergenze sociali.

Per Eliana Grossi – Presidente di Federmanager Bologna: “risulterà di importanza decisiva che questo, insieme ad altri progetti già lanciati e consolidati nel tempo, con particolare riferimento ai tanti progetti legati alla consulenza per gli Enti Locali e alle iniziative connesse alle start-up rivolte ai dirigenti inoccupati, possano contribuire ad invertire la rotta, creando processi di trasformazione e innovazione fondati sulle competenze ed esperienze qualificate dei manager, che facciano da stimolo per chi ancora non ha trovato una propria dimensione lavorativa”.

Abbiamo voluto mostrare ai manager un nuovo ventaglio di opportunità – spiega Rita Santarelli Presidente Vises Onlusal fine di permettere loro di ridefinire il proprio ruolo sociale percorrendo strade generose e, per molti aspetti inedite, senza privare, nel contempo, i territori di un fondamentale patrimonio di competenze e conoscenze.

Il progetto Manager Innovatori nasce appunto dall’esigenza di non disperdere questo rilevante patrimonio di competenze manageriali e con l’intento di ricreare occupazione, impiegando le capacità innovative dei manager in interventi di innovazione sociale.

Per l’edizione pilota del progetto, che ha preso le mosse nel marzo del 2016, è stata scelta l’area di Bologna per la sua vocazione associativa fortemente marcata in cui è ancora forte e radicato l’impegno civico e volontaristico. 

L’iniziativa – ha detto Roberto Panzarani nuovo Presidente del Comitato tecnico scientifico del Forum Terzo Settore Lazioè assolutamente coerente rispetto alla nuova dimensione della globalizzazione, che lascia intravedere la connotazione distintiva di un capitalismo “etico”, imperniato su un duplice pilastro: l’impresa, nucleo portante di un universo produttivo che cambia continuamente e i valori, individuali e collettivi, che, filtrati dalla storia e dalla tradizione, sono lo strumento di cui dobbiamo dotarci per trovare una sintesi virtuosa tra crescita e sviluppo”. 

I manager protagonisti del progetto si sono mossi su questa scia, mettendosi in gioco e soprattutto decidendo di condividere hobby, interessi, esperienze personali e professionali, che hanno dato vita a due proposte di intervento attualmente in fase di start up: “Approdo sicuro” che sviluppa la possibilità di far dialogare ed incontrare professionalmente il mondo dell’impresa e quello dei migranti e “Beer4Fun” sintesi virtuosa di passione per la produzione artigianale di birra e voglia di offrire uno spazio di occupabilità, e socialità per le persone che vivono in situazione di disabilità o di fragilità sociale.

L’attuale globalizzazione ha una velocità mai sperimentata prima e che ci spinge e ci sollecita ad analizzare, rielaborare, comprendere la realtà. Il sociale diventa epicentro di interessanti fermenti obbligano a ripensare, nell’ottica dell’innovazione sociale, metodi e tempi di costruzione, diffusione e trasmissione delle conoscenze per poter interpretare il paradigma di una trasformazione epocale, che riguarda soggetti e reti, attori istituzionali e imprese.

Per poter ad esempio offrire risposte ai fenomeni migratori che, come sottolineato da Mario Cardoni, Direttore Generale Federmanager, hanno un’incidenza tanto importante sulle dinamiche economiche del nostro paese.

Oppure per poter rimettere al centro dello sviluppo economico le persone che rendono anche più attrattive le aziende – come testimonia Isabella Covili Faggioli – Presidente AIDP, e che, come sottolinea nel suo intervento Costanza Patti – Direttore Generale Fondirigenti – gestiscono, supportano e coltivano l’innovazione: “per questo le esperienze e le competenze dei manager sono importanti per dare corpo e efficacia alle iniziative. I manager possono svolgere un ruolo attivo nell’analisi dei fabbisogni e nella loro emersione, così come nell’ideazione e nella gestione”. 

Il progetto “Manager Innovatori” ha dunque messo al centro la professionalità manageriale come attore dell’innovazione, come integratore di modalità che puntano alla creazione di valore condiviso sul territorio e rappresenta una rottura nel modo di fare le cose e una discontinuità rispetto alle soluzioni apportate generalmente offrendo una risposta creativa a problemi di ordine economico e sociale non soddisfatti né dal mercato né dallo stato, contribuendo così al miglioramento delle condizioni di vita degli individui e della collettività.

Massimiliano Cannata, giornalista professionista , 

esperto di social innovation, formazione e cultura manageriale