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La bilateralità crea valore

Lavoriamo per potenziare la sanità integrativa, come risorsa imprescindibile di un welfare aziendale di qualità, capace di integrare quello pubblico e di stimolarlo a migliorare

Cosa vuol dire tutelare oggi un manager?

In una situazione di normalità si pensa immediatamente al lavoro, a come fronteggiare una crisi e dare supporto per scongiurare ricadute sul piano occupazionale, ma significa anche individuare la soluzione previdenziale più adeguata per i manager, oltre che occuparsi di un’assistenza sanitaria per loro e per le loro famiglie. Nella situazione di eccezionalità – almeno speriamo sia così –che stiamo vivendo, la salute diventa il tema principale.

In periodi di incertezza, alle preoccupazioni avvertite si risponde con la fiducia, innanzitutto nella rete di tutele che il sistema Federmanager è in grado di offrire. Tutto ciò è possibile anche in forza della solida bilateralità che caratterizza gli enti costituiti e le attività portate avanti con Confindustria e Confapi.

La bilateralità è un grande valore, ma è anche una strategia sindacale e culturale nel modello delle relazioni industriali. Ci abbiamo sempre   creduto fortemente e abbiamo investito molto, ponendo al centro del confronto la persona “manager”. Tante sono le realtà nate dalla bilateralità che rappresentano un punto di riferimento per le altre categorie, a partire dal tema della tutela sanitaria. Parliamo del Fasi, un presidio di eccellenza, a cui i manager possono rivolgersi per percorsi di assistenza sanitaria anche in caso di non autosufficienza, arricchiti nella proposta da iniziative proprie di Federmanager, quali Assidai e Praesidium.

Oggi i nostri enti pongono l’accento su concetti come prevenzione, telemedicina, potenziamento dei servizi offerti sulle piattaforme web.

La fase emergenziale da cui stiamo uscendo ci sta infatti insegnando quanto sia importante leggere le evoluzioni in ambito medico e agire tempestivamente.

L’impegno che mettiamo in campo, insieme alle altre parti sociali, offre ai nostri iscritti un network sempre più ampio di professionisti e centri di eccellenza, a cui fare ricorso in caso di necessità.

È questo un esempio lampante di sanità integrativa come risorsa imprescindibile di un welfare aziendale di qualità. Un welfare capace di integrare quello pubblico, provato dalla pandemia, e di stimolarlo a migliorare al servizio di tutti i cittadini.

Alle istituzioni, impegnate con gli obiettivi del Pnrr, che prevede oltre 15 miliardi per la missione n. 6 dedicata alla “Salute”, chiediamo interventi legislativi per disciplinare meglio il settore della sanità integrativa.

In questo senso, provvedimenti che rivedano il quadro fiscale agevolandolo maggiormente e favorendo al contempo uno snellimento e una sburocratizzazione delle procedure, incontreranno certamente il supporto della platea manageriale e saranno decisivi per avviare una “fase 2” della sanità italiana.

La ripresa, che tutti siamo chiamati a sostenere, richiede uno scatto in avanti per realizzare una semplificazione normativa che premi i processi di digitalizzazione e agevoli l’iniziativa privata di qualità, garantendo controlli snelli, ma rigorosi. Quella della sanità è una delle partite su cui si gioca il futuro dell’Italia.