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Evoluzione in movimento

Macchine, trasporto aereo, navi. Il mondo non si ferma e lavora a nuovissime soluzioni tecnologiche, che promettono di stupirci e di proiettarci verso orizzonti avveniristici

Auto a guida autonoma. Camion che viaggiano senza bisogno di conducenti, in enormi convogli che paiono treni su gomma. Taxi volanti, per clienti dal generoso portafoglio. Tunnel dove far viaggiare capsule ad alta velocità. Aerei a propulsione elettrica. All’appello delle tecnologie del futuro della mobilità manca solo il teletrasporto, per il quale, tuttavia, bisognerà avere davvero molta pazienza. Mentre per le altre innovazioni la rivoluzione è alle porte.

Lo sviluppo di reti 5G, internet delle cose, intelligenza artificiale e cloud sta riscrivendo anche le regole di come ci muoveremo in futuro. Perché grazie a infrastrutture di comunicazioni più resistenti, affidabili e in grado di trasferire un maggior numero di dati, oggetti connessi che possano comunicare tra di loro, sistemi di intelligenza artificiale in grado di elaborare in automatico informazioni e un cloud che consente di distribuire sul posto la capacità informatica, luoghi e mezzi a lungo passivi possono acquisire una propria autonomia.

 

Lo sviluppo di reti 5G, internet delle cose, intelligenza artificiale e cloudstanno riscrivendo anche le regole di come ci muoveremo in futuro

 

Partiamo dall’auto a guida autonoma. Al momento siamo nel campo degli esperimenti, anche su strada. A Phoenix, per esempio, dal 2016 Waymo, società nata dai progetti di driverless car di Google, ha sperimentato i suoi taxi a guida autonoma, Waymo One, e dal 2020 offre un regolare servizio di trasporto all’interno di un’area che nel tempo è cresciuta. Da qualche settimana si è aggiunto l’aeroporto della capitale dell’Arizona. A San Francisco Cruise, controllata da General Motors, ha da poco ricevuto l’ok a far pagare una tariffa per i suoi servizi di auto bianca, erogati da veicoli senza guidatore.

Non ci sono solo gli Stati Uniti in corsa per l’auto a guida autonoma. La Commissione europea, tra il 2018 e il 2020, ha battezzato sette progetti su autostrade, ferrovie e porti su rotte che attraversano vari Paesi per sperimentare tecnologie di trasporto grazie alle reti 5G. L’Italia è coinvolta nel programma 5G Carmen, dislocato su una direttrice di 600 chilometri che collega Bologna a Monaco di Baviera, e si è già candidata a testare il 5G sui trasporti anche al passo del Brennero. Anche la Cina si muove. Su tutti, nel campo dei trasporti driverless è impegnato il gigante della rete, Baidu, una sorta di omologo di Google al di là della Grande Muraglia.

I progetti driverless non riguardano solo il trasporto di persone, ma anche quello di merci. La stessa Waymo, a fianco del taxi One, ha sviluppato Via, un tir senza conducente. Anche i corridoi europei guardano all’applicazione delle tecnologie 5G e quelle driverless alla logistica merci. Secondo uno studio della Federazione europea dei lavoratori dei trasporti di giugno 2021, nel 2016 in Europa 4.002 persone sono morte in incidenti provocati da mezzi pesanti.

La guida autonoma nel settore della logistica su gomma ha proprio come primo obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei trasporti, sia del conducente del tir sia degli altri viaggiatori. Perché questo sistema funzioni, ovviamente, non basta che il veicolo, leggero o pesante che sia, sia dotato di intelligenza. Anche tutti quei segnali che oggi il conducente legge – il semaforo, le strisce pedonali, i segnali stradali – devono comunicare con il mezzo, in grado a sua volta di riconoscere questi elementi, così come tutta un’altra mole di dati che, direttamente elaborati a bordo, possono rendere più efficiente il tragitto. Per esempio, informazioni live su un incidente che blocca una strada o su un improvviso imbottigliamento potrebbero spingere il mezzo a cambiare tragitto, rendendo i trasporti più efficienti anche da un punto di vista ambientale.

L’efficienza energetica è un’altra direttrice fondamentale della trasformazione dei trasporti. Quattro e due ruote elettriche sono ormai sempre più presenti sul mercato. La sfida dell’elettrificazione oggi riguarda mezzi più pesanti. L’industria dell’aeronautica, che contribuisce al 2% delle emissioni globali di CO 2 ma è destinata ad aumentare la sua quota, sta studiando batterie che possano accumulare sufficiente energia per dare propulsione agli aerei. Con le tecnologie attuali, i sistemi di accumulo sono troppo ingombranti e pesanti per garantire la giusta efficienza.

In Cina invece è stata varata la più grande nave passeggeri elettrica, una imbarcazione che effettua crociere lungo il Fiume Yangtze e può trasportare fino a 1.300 persone, con batterie la cui potenza equivale a quella di 100 veicoli elettrici. Per i mezzi più colossali, al momento l’elettrificazione è un pezzo della movimentazione e in sperimentazione ci sono imbarcazioni con motori ibridi. Altro segmento è quello dell’idrogeno. In questo campo lavora Fincantieri, che nel 2021 ha presentato Zeus. Lunga circa 25 metri e pesante circa 170 tonnellate, il mezzo sperimentale servirà alla società di cantieristica ad acquisire informazioni sul comportamento nell’ambiente reale delle “fuel cell”, dispositivo elettrochimico che genera elettricità dall’idrogeno senza combustione termica.

 

L’efficienza energetica è un’altra direttrice fondamentale della trasformazione dei trasporti. Quattro e due ruote elettriche sono ormai sempre più presenti sul mercato

 

Per tornare in aria, a fianco all’innovazione nella propulsione degli aerei, si rispolverano vecchi protagonisti del trasporto aereo aggiornati alle tecnologie del terzo millennio. È il caso dei dirigibili. L’epoca d’oro dei dirigibili sembrava chiusa nel 1937, quando lo Zeppelin Hindenburg bruciò in pochi secondi nelle fasi di atterraggio in New Jersey, causando la morte dei 36 passeggeri. Ora alcune startup stanno ripensando di far decollare di nuovo questi mezzi, specie per coprire tragitti brevi con motori brevi. È questa l’idea dell’inglese Hybrid air vehicles (Hav), che proprio di recente ha incassato un ordine di 10 dei suoi dirigibili Airlander da parte di un vettore europeo.

Se Hav ci tiene a precisare che il suo non è mezzo di lusso, a clienti facoltosi guardano società come Volocopter, che stanno sviluppando grossi droni con funzioni di taxi volanti. La californiana Joby Aviation conta di farli decollare i primi nel 2024. A Dubai Falcon Aviation punta al 2026. In Cina opera Pantuo. Nel 2030 si stima che il segmento dei taxi volanti possa generare un giro d’affari da 6,6 miliardi di dollari.

Tornando con i piedi per terra e a mezzi di largo consumo, la società altoatesina Leitner ha sviluppato un sistema di trasporto urbano integrato. ConnX, questo il nome, è una funivia urbana per coprire tragitti di lungo raggio. Quando la cabina arriva al capolinea, però, può essere calata al livello stradale, essere agganciata a un carrello su ruote e trasformarsi in un minibus a guida autonoma per coprire l’ultimo miglio o ampliare il servizio di trasporto pubblico locale anche in assenza di infrastrutture. In Italia si pensa di sperimentare anche un’altra tecnologia rivoluzionaria di trasporto: Hyperloop. Concessioni autostradali venete vuole sperimentare un tragitto dall’interporto di Padova al porto di Venezia, per far viaggiare le merci su convogli a 1.200 chilometri orari per accelerare la logistica.

Infine, per tornare alle strade, il 14 luglio si taglia un nuovo traguardo per la guida autonoma. Entra in vigore l’articolo 34-bis, che aggiunge alla Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale un concetto fondamentale per il futuro dei trasporti: quello di sistema di guida automatica.