C’è un complotto sul 5G

Due giornalisti hanno realizzato un’inchiesta sulle fake news che, soprattutto sul web, bollano il 5G alla stregua di un nemico. Un’operazione di fact-checking a difesa di una delle massime espressioni di innovazione degli ultimi tempi

Grazie a internet chiunque ha la possibilità di accedere a un numero pressoché infinito di informazioni. Il web è conoscenza senza limiti, un’arma potentissima nelle mani di ognuno di noi: miliardi di pagine da leggere, consultare, studiare, una biblioteca in continuo aggiornamento che può contribuire alla nostra formazione e conoscenza.

Eppure, per assurdo, la gigantesca mole di concetti sparsi su siti, blog e social network porta spesso alla diffusione di teorie totalmente non verificate e antiscientifiche.

In questo senso, è da almeno un paio d’anni, ormai, che assistiamo a organizzazioni complottiste, come il movimento “No 5G”, costituito da milioni di persone che nel mondo si sono opposte all’avvento della tecnologia di quinta generazione.

Oggi più che mai, in un mondo che ci bombarda quotidianamente di notizie, creando un campo minato all’interno del quale è difficile distinguere il falso dal vero, noi crediamo che il ruolo del giornalista consista nel prendere per mano il lettore/cittadino e condurlo alla conoscenza del reale. Starà poi al singolo formarsi un’opinione, operazione intellettuale che tuttavia diventa impossibile se si parte da informazioni non verificate e tendenziose.

Nonostante la scienza evidenzi che la tecnologia di ultima generazione non abbia effetti negativi sulla salute dell’uomo, le fake news sull’argomento spopolano, soprattutto sul web. In particolare, durante la pandemia, la disinformazione è stata alimentata da teorie complottistiche che trovano il loro fondamento nella paura e nell’incapacità di reperire fonti veritiere. Le stesse persone che diffondono notizie imprecise o totalmente false spesso sono insofferenti o restie alle novità, fino al punto di arroccarsi su posizioni irragionevoli; altre volte non tengono in considerazione punti di vista differenti, nonostante siano riconducibili a fonti ufficiali, quali ad esempio l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) o l’Iss (Istituto superiore di sanità).

Il libro, scritto da Vanessa Bocchi e Vincenzo Corrado, è disponibile in formato e-book. La copertina è illustrata da Alice Cantoro

Nonostante la scienza evidenzi che la tecnologia di ultima generazione non abbia effetti negativi sulla salute dell’uomo, in rete spopolano teorie complottistiche

Per questo motivo nel libro sono raccolte una serie di bufale, smentite una per una, per far luce sulle persone e sui meccanismi che si nascondono dietro notizie che non solo non sono attendibili, ma che innescano comportamenti dannosi per se stessi e per la società.

A fine maggio 2020, sui vari social – WhatsApp e Facebook principalmente – è diventato virale un messaggio in cui le persone venivano incoraggiate a “boicottare fino alla morte” la rete 5G, considerata come una minaccia capace di provocare gravi effetti sulla salute dell’uomo. Fin dalle prime righe veniva citato Vittorio Colao come amministratore delegato di Vodafone, nonostante non lo fosse più dal 2018. Il semplice dato ci ha permesso di capire fin da subito il livello di affidabilità della notizia. È ovvio che chi ha diffuso tale fake news avesse bisogno di citare un nome altisonante per aizzare coloro che sostengono tesi complottistiche; quanto al contenuto e alla forma dell’intero messaggio, è palese l’intenzione di far leva sulla paura e sull’intimidazione al fine di trovare un capro espiatorio, anzi un vero e proprio nemico: il 5G.

Questo tipo di contenuto si è diffuso anche grazie a gruppi Facebook come “Stop 5G Chiavari e zone limitrofe” a cui se ne sono aggiunti molti altri. La maggior parte dei membri di questi gruppi esprimono idee di tipo sovranista, sono contro l’Europa unita e si rivolgono ai sindaci delle relative città, auspicando la creazione di comitati o iniziative di ogni genere anti-5G.

Nel messaggio venivano poi messi in evidenza parti del testo come “trappola”, “lockdown”, “occhio ragazzi, occhio”, “programmazione neuro linguistica”, “fate girare!!!!”, con il chiaro intento di colpire la fascia di popolazione più debole e suggestionabile. I destinatari di post di questo genere sono incoraggiati a ribellarsi a quella che viene definita una dittatura, un sistema che, secondo chi scrive, non vuole renderli liberi di pensare, ma tenerli prigionieri. E purtroppo in un periodo come questo, di mala-informazione, chi già prima era suscettibile a tale tipo di contenuti, ora ne diventa la vittima prescelta.

Secondo l’Oms il vero problema durante la pandemia da coronavirus è stato l’infodemia, neologismo derivante dall’inglese “infodemic“, a sua volta composto dai sostantivi info(rmation) (informazione) ed (epi)demic (epidemia). Secondo la definizione del vocabolario Treccani significa: “Circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili”. A inizio febbraio 2020, l’Oms aveva reso noto che avrebbe diffuso solo “informazioni basate sull’evidenza” relativamente al Covid-19 e che sul suo sito si sarebbe impegnata a rintracciare le false notizie circolanti sul virus. Non solo, l’istituto dell’Onu ha anche pubblicato un report a tal proposito, in cui tra le principali fake news smentite spiccano quelle relative all’esistenza di antibiotici e cibi come l’aglio per curare il virus.

A febbraio 2020, l’Oms ha reso noto che avrebbe diffuso solo «informazioni basate sull’evidenza» relativamente al Covid-19, per contrastare il fenomeno dell’“infodemia”

La tecnologia 5G, insieme al 6G già allo studio in alcune parti del mondo, rappresenta una delle massime espressioni di innovazione degli ultimi tempi. Spesso, quando non conosciamo qualcosa o non possiamo averne il controllo, noi esseri umani tendiamo ad averne paura, fin quasi a scagliarci contro quell’entità “sconosciuta”. Creiamo un nemico e ci chiudiamo nel nostro non voler sapere, ma senza sforzi l’uomo non può progredire né sperare di essere felice.

Sforzarsi di rimanere il più obiettivi possibile e consultare fonti affidabili è di fondamentale importanza, assieme ad un atteggiamento mentale aperto di chi vuole imparare ed evolversi costantemente.