Il valore dell’innovazione

Dall’IA applicata ai processi aziendali alla collaborazione con grandi player globali. Intervistiamo Giovanni Oliva, Consultant manager e Responsabile strategie commerciali Applica Srl e in.HR

Giovanni Oliva, Consultant manager e Responsabile strategie commerciali Applica Srl e in.HR

 

Dottor Oliva, di cosa si occupa Applica Software Guru e qual è la vostra idea di innovazione?

Innanzitutto, le faccio una premessa: non è più possibile definire oggi, con una semplice formula, un’azienda come la nostra, che si occupa di soluzioni tecnologiche e consulenziali ad alto valore aggiunto. Un tempo si poteva provare a dire che una società sviluppasse software e questo bastava. Oggi viviamo in un “universo tecnologico” in espansione: ogni giorno si aprono nuove possibilità e direzioni. Applica nasce ed evolve all’interno di queste dinamiche. Il nostro lavoro si misura con l’obiettivo di individuare soluzioni tecnologiche che rispondano alla crescente multidisciplinarietà delle esigenze delle imprese. In questo contesto, le diverse applicazioni dell’IA rappresentano un elemento centrale: non come slogan a effetto, ma come strumento per migliorare processi gestionali e organizzativi in azienda. Pensiamo alla logistica e alla gestione dei magazzini: in questi ambiti sistemi intelligenti possono armonizzare informazioni e flussi, aumentando efficienza e capacità operativa. Più che una software house tradizionale, insomma, oggi siamo una realtà che lavora sull’applicazione intelligente delle tecnologie per ciò che alle aziende serve davvero.

Quanto conta, l’ecosistema dell’innovazione tecnologica nella crescita del Made in Italy?

Molto più di quanto si pensi. Io appartengo a una generazione che, per ampliare i propri orizzonti, doveva lasciare la provincia per andare a studiare nelle grandi città. Oggi questo paradigma è cambiato. Grazie alla globalizzazione e alla diffusione delle tecnologie, si può lavorare e innovare anche partendo da territori piccoli o da aree interne. La capacità di apprendere e di creare valore non dipende più dal luogo in cui si nasce o si studia. In questo scenario, gli italiani possono esprimere, su tutti i territori, una qualità d’eccellenza: la capacità di immaginare soluzioni diverse e innovative. Questa creatività applicata alla tecnologia sta già diventando un tratto distintivo del Made in Italy. Non è un caso che aziende di portata globale si rivolgano anche a realtà nate in contesti territoriali più piccoli. Applica, ad esempio, opera da Matera ma dialoga con grandi player internazionali come Hitachi o Stellantis. È la dimostrazione che l’innovazione può nascere ovunque.

E per accompagnare questo slancio, servono sempre più competenze manageriali qualificate. Che ne pensa?

Contano moltissimo, certamente. Il manager è colui che “agisce con le mani” – per usare l’etimologia latina di manu agere – e che armonizza persone, processi e obiettivi. Il suo compito è creare equilibrio tra visione strategica e operatività. Questa funzione è essenziale soprattutto nelle PMI, dove spesso pesa l’idea che l’imprenditore debba fare tutto da solo. In realtà, senza una vera cultura manageriale diventa difficile affrontare le trasformazioni tecnologiche, organizzative e generazionali che attraversano il sistema produttivo. Il manager consente all’impresa di interpretare la complessità, coordinando competenze diverse e guidando l’azienda verso risultati sostenibili nel tempo.

< Articolo Precedente Articolo Successivo >