
Dottor Zerbini, quali sono le principali attività industriali di Ecopol e che ruolo hanno ricerca e sviluppo nel vostro modello di crescita?
Ecopol è un’azienda specializzata nello sviluppo di formulazioni avanzate per la produzione di film idrosolubili e biodegradabili. Si tratta di materiali utilizzati principalmente nelle capsule per lavatrici e lavastoviglie, ma con applicazioni anche in altri settori industriali, come quello della produzione di lastre per l’arredamento, solo per fare un esempio. Ricerca e sviluppo sono al centro delle nostre attività: partiamo dalle materie prime e sviluppiamo materiali con caratteristiche precise di dissoluzione, stabilità e compatibilità. È un lavoro specialistico che richiede test e articolati processi di validazione. Non a caso, in Ecopol la componente tecnica è centrale anche nelle relazioni commerciali: vi è un dialogo costante tra le nostre community tecniche e quelle delle aziende partner, perché l’integrazione dei nostri film nei loro processi produttivi richiede standard qualitativi elevati.
Qual è quindi il vostro comparto di riferimento e il posizionamento sui mercati internazionali?
Operiamo nel settore dell’home care, in particolare nei segmenti laundry e dishwash. Si tratta di un mercato globale molto competitivo ma anche estremamente specializzato. In questo ambito, Ecopol è oggi il primo produttore europeo di film idrosolubili e il secondo a livello mondiale.
È un risultato importante perché dimostra come, anche in settori di alto profilo tecnico, l’industria italiana sia sempre capace di esprimere leadership internazionale. I nostri clienti sono grandi multinazionali come Henkel, Unilever, Reckitt Benckiser o Procter & Gamble. Per lavorare con partner di questo livello servono capacità industriale, affidabilità e una forte base di ricerca. Oggi abbiamo una capacità di circa 10 mila tonnellate di nostri materiali tra gli stabilimenti italiani e quello che abbiamo in Georgia, negli USA, con ulteriori margini di crescita in futuro.
Quanto conta oggi per un’impresa disporre di un management con competenze adeguate ad affrontare le transizioni in corso?
È essenziale. Circa un anno e mezzo fa Ecopol ha intrapreso un percorso di rafforzamento manageriale inserendo cinque figure provenienti da multinazionali nei ruoli chiave dell’azienda. Questo ha consentito di portare in azienda processi organizzativi e modelli gestionali tipici di realtà industriali di maggiori dimensioni. Riguardo alle grandi transizioni in atto, mi piace sottolineare come la sostenibilità ambientale rappresenti per noi una dimensione davvero strategica. I nostri film sono basati su alcol polivinilico, un materiale idrosolubile e biodegradabile che, una volta dissolto, degrada rapidamente senza rilasciare microplastiche. È una caratteristica che vogliamo valorizzare ulteriormente nei nuovi progetti in programma, in particolare nel settore del packaging sostenibile. Stiamo lavorando a soluzioni che combinano questi film con la carta, creando materiali che migliorano la conservazione dei prodotti ma facilitano anche i processi di riciclo. Innovazione e sostenibilità sono direttrici chiare, su cui intendiamo continuare a evolvere nei prossimi anni.
