È un segnale chiaro quello che arriva dai risultati dell’Avviso 1/2026 di Fondirigenti, il fondo interprofessionale di Confindustria e Federmanager leader in Italia per la formazione dei dirigenti: le imprese italiane credono sempre di più nel valore strategico delle competenze manageriali e sono pronte a investire in modo deciso su questa priorità.
I numeri raccontano una partecipazione oltre le aspettative, che conferma quanto il rafforzamento del capitale umano sia ormai una priorità per affrontare le sfide della trasformazione in atto.
L’Avviso, che ha messo a disposizione 18 milioni di euro, ha fatto registrare infatti la presentazione di oltre 1.700 piani formativi, con una richiesta complessiva di finanziamenti che supera i 24,6 milioni di euro, ben oltre le risorse disponibili. Un dato che evidenzia una domanda superiore di quasi il 50%, che coinvolge potenzialmente circa 4.100 dirigenti per più di 203 mila ore di formazione.
Il titolo dell’iniziativa Valore manageriale: il ruolo abilitante delle competenze come moltiplicatore di competitività, sintetizza perfettamente la sfida: rafforzare le capacità dei manager per guidare le imprese tra innovazione, sostenibilità e cambiamenti organizzativi. Persone, processi e tecnologie sono infatti i tre pilastri su cui si concentrano le sfide del futuro.
La partecipazione trasversale delle aziende conferma una consapevolezza diffusa in tutto il sistema produttivo, a livello nazionale. Se le grandi imprese risultano essere la maggioranza (51% dei piani), anche le medie (37%) e le piccole realtà (12%) hanno dimostrato un interesse significativo, segno che il bisogno di competenze manageriali è diffuso in ogni dimensione aziendale.
Anche dal punto di vista territoriale emerge una richiesta distribuita, anche se il Nord si conferma in testa, per domande di partecipazione: Emilia-Romagna (21%), Lombardia (21%) e Veneto (18%) guidano la classifica delle regioni più attive, ma la partecipazione copre l’intero Paese. Il Sud mantiene una quota stabile intorno all’11%, con la Campania prima tra le regioni meridionali.
Sul fronte dei contenuti, due priorità emergono con urgenza: la gestione delle risorse umane (39%) e l’utilizzo evoluto delle tecnologie (38%), seguite dall’organizzazione dei processi produttivi (23%). Non si tratta di ambiti isolati, ma di dimensioni sempre più intrecciate, accomunate da un elemento chiave: l’uso strategico dei dati. Dall’HR analytics ai modelli predittivi basati su intelligenza artificiale, fino al miglioramento delle performance organizzative, il futuro della managerialità è sempre più data-driven. Interessante anche il quadro metodologico: la formazione in presenza resta predominante (93% delle ore), mentre quella a distanza mantiene un ruolo complementare, a conferma del valore dell’interazione diretta nei percorsi di sviluppo manageriale.
“Il successo dell’Avviso rappresenta molto più di un risultato quantitativo: è la prova di una trasformazione culturale – commenta il presidente Marco Bodini – Le imprese italiane riconoscono sempre più che la competitività passa dalla qualità della leadership e dalla capacità di governare la complessità, segno che il futuro del sistema produttivo italiano passa, sempre di più, dalle competenze di chi lo guida”.
La parola passa alla fase di valutazione: tutti i piani formativi saranno esaminati da una Commissione di esperti incaricati dal Fondo, per la selezione degli interventi ammessi al finanziamento. La graduatoria sarà pubblicata entro il mese di luglio sul sito di Fondirigenti.
