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Una protesi per l’active ageing

Saranno sempre più le persone con una vita dinamica e di qualità senza malattie, invalidità e complicanze tipiche dell’anziano, ci spiega Federico D’Amario, responsabile di ortopedia protesica e ricostruttiva di Humanitas San Pio X

Sono oltre 28 mila gli italiani che l’anno scorso hanno avuto bisogno di una protesi di ginocchio. Non solo grandi anziani, ma anche over65 che, in un paese che invecchia, vogliono invece continuare a vivere una vita di qualità anche nello sport, senza farsi fermare dal dolore invalidante dell’artrosi.

Rispetto ai nostri nonni, abbiamo guadagnato cinque anni di vita in più per gli uomini e otto per le donne. Per la prima volta, quindi, anche noi medici facciamo i conti con una nuova generazione di over 65 che hanno richieste e aspettative di performance nel lavoro e nella vita, anche sportiva, prima impensabili.

La vita si allunga e invecchiare non fa più rima con artrosi, invalidità e complicanze ad esse associate, come le patologie cardiovascolari. Sono infatti sempre più numerosi i senior attivi che probabilmente continueranno a vivere una vita dinamica e di qualità senza conoscere le malattie tipiche dell’anziano.

I medici devono fare i conti con una nuova generazione di over 65 che avanza richieste e aspettative di performance nel lavoro e nella vita, anche sportiva, prima impensabili

Tuttavia, complici traumi sportivi in età più giovani o una particolare predisposizione all’artrosi anche dovuta alla forma e struttura delle ginocchia, per alcuni sarà inevitabile fare i conti con l’usura della cartilagine. All’inizio si manifesta con un dolore al ginocchio che compare solo quando si compiono alcuni movimenti; si tende allora ad evitare quei movimenti, rinunciando ad attività come la partita a tennis, la passeggiata in montagna, l’uscita in bicicletta con gli amici. Con il tempo, però, il dolore aumenta e diventano difficili anche attività quotidiane come camminare o salire le scale. In genere, in questa fase della patologia degenerativa del ginocchio chiamata gonartrosi, il dolore porta all’invalidità. Invece, quando il dolore è appena comparso ed è ancora sopportabile, intervenire con l’impianto di una piccola protesi che ripara la lesione iniziale sulla cartilagine del ginocchio, può fare la differenza tra “ageing e active ageing”, ovvero tra diventare vecchi e invecchiare restando attivi.

Si chiamano protesi mono compartimentali, ma sono più conosciute come protesi salva ginocchio perché non sostituiscono tutta l’articolazione ma solo la piccola porzione colpita dall’artrosi nella sua fase iniziale. L’intervento si esegue con tecnica mininvasiva, ricovero di 2-3 giorni, ma soprattutto prevede una preparazione muscolare preoperatoria che favorisce il rapido recupero dopo l’intervento. Dopo pochi giorni, infatti, è possibile tornare al lavoro: con poche precauzioni e un periodo di fisioterapia, però, grazie a una protesi che il paziente non percepisce, in 40 giorni è possibile tornare a fare ogni attività, anche sportiva. A tutti gli effetti, intervenire al momento giusto con i trattamenti adeguati al problema, permette di ringiovanire e guarire il ginocchio, e potrebbe allontanare di almeno 10-15 anni la progressione della malattia artrosica. In questo senso, la vita può davvero ricominciare con una piccola protesi.