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Quel corridoio s’ha da fare

Sicurezza energetica, garanzia di una fornitura di gas più competitiva ma anche sviluppo delle aree interessate sono gli obiettivi strategici del progetto Tap, come ci spiega Michele Mario Elia, country manager di Tap Italia

Il Trans Adriatic Pipeline arriverà sulla costa salentina percorrendo complessivamente 878 chilometri. Rappresenta l’ultimo tratto del cosiddetto Corridoio Sud, che porta in Europa il gas proveniente dal giacimento di Shah Deniz. Un progetto di cui abbiamo parlato con il country manager di Tap Italia, Michele Mario Elia, che guida l’azienda dal 2016.

Ing. Elia, il termine per il rilascio dell’opera è fissato per il 2020. Abbiamo preso questo impegno e non possiamo tradirlo, non è così?

Grecia, Albania e Italia hanno siglato un accordo intergovernativo nel 2013, con cui si impegnano alla realizzazione del progetto nei tempi previsti con l’obbligo a non modificare l’accordo senza il consenso degli altri paesi. TAP costituisce una priorità europea, e ad oggi, è stato realizzato più dell’80% del gasdotto. Stiamo lavorando per farlo entrare in esercizio, come previsto, nel 2020.

Quali gli interventi in corso in Italia?

Il progetto prevede la costruzione di un microtunnel di un km e mezzo, per oltrepassare la spiaggia e la macchia mediterranea e uscire a largo a circa 900m dalla linea di costa. Gli altri due elementi sono gli 8 km di gasdotto a terra, posato a un metro e mezzo di profondità, e il Terminale di ricezione del gas, chiamato PRT – Pipeline receiving terminal. Qui TAP si allaccerà alla rete nazionale. I lavori sono in corso nell’area del PRT e lungo gli 8 km a terra del gasdotto.

Alla fine, il governo ha inserito il Tap nel Piano Energia-Clima. Una scelta obbligata?

Una scelta opportuna, direi. Il TAP è un’opera strategica perché rafforzerà la sicurezza energetica, la diversificazione delle fonti e potrà garantire forniture di gas più competitive per l’Italia, in un contesto di prezzi internazionali in costante crescita. Oggi in Italia il gas costa mediamente il 10% in più rispetto ai paesi del Nord Europa. Il gas rappresenta la fonte chiave di transizione energetica verso eolico e solare.

È bene sottolineare che si tratta di un progetto finanziato interamente con capitale privato, sostenuto dalle principali istituzioni finanziarie europee (BEI e BERS), in forma di prestito, che giungerà direttamente nel Sud del Paese con effetti positivi sull’economia locale.

Il gas in arrivo sarà sufficiente al fabbisogno energetico nazionale?

Il Corridoio Meridionale, lungo 3.500 km, ha una capacità iniziale di 10 miliardi di mc di gas all’anno, pari al fabbisogno energetico di 7 milioni di famiglie.

In Italia, il consumo del gas è in costante crescita da tre anni e nel 2017 ha raggiunto i 75 miliardi di metri cubi. Oltre il 90% proviene dall’estero (ripartito tra Russia, Algeria, Libia, Nord Europa); entro il 2020, scadranno contratti di fornitura per circa 35 miliardi di metri cubi all’anno. Dunque, l’arrivo sul mercato italiano ed europeo del gas del Mar Caspio rappresenta una nuova fonte di approvvigionamento particolarmente utile e tempestiva.

10 mld di mc di gas, pari al fabbisogno di 7 milioni di famiglie, arriveranno in Italia lungo i 3.500 km del Corridoio Meridionale

Tap Italia ha dichiarato più volte di voler supportare territorio e popolazione locale. Ing. Elia, lei che è di origini pugliesi, è soddisfatto di quanto state facendo?

TAP sta attuando un programma di investimenti sociali e ambientali nei tre paesi interessati dal passaggio dell’opera, favorendo la partecipazione delle realtà locali, valorizzando le competenze e le risorse presenti. Consideriamo un nostro obiettivo quello di contribuire alla crescita economica e al miglioramento delle condizioni socio-ambientali delle aree interessate con interventi mirati al turismo, all’ambiente, al sociale in quanto ci sentiamo parte attiva del territorio.

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