Proiettati nell’era di quinta generazione

C’erano una volte le “sette sorelle”. Fu l’espressione coniata dallo storico primo presidente dell’Eni, Enrico Mattei, per descrivere le sette aziende petrolifere (cinque statunitensi e due britanniche) che dominarono il mercato dell’energia dal secondo dopoguerra fino alla crisi della produzione petrolifera mondiale degli anni Settanta.

Oggi quelle sette sorelle sono rimaste solo in parte. E, complice l’innovazione (come per esempio nel caso delle rinnovabili), non sono più rilevanti per l’economia globale come in passato. Ma ce ne se sono altre sette che in questo momento stanno disegnando il nostro mondo e che soprattutto lo determineranno nei prossimi decenni.

Sono le sette tecnologie che un recente studio del World Economic Forum ha battezzato come quelle più influenti che cambieranno il pianeta e la sua economia. Sono, in ordine sparso: 1) intelligenza artificiale, 2) internet delle cose, 3) robot e droni, 4) manifattura additiva e stampa 3D, 5) big data e cloud computing, 6) veicoli autonomi (cioè le auto che si guidano da sole) e 7) social media.

Bene, tutte queste tecnologie non esisterebbero (o non avrebbero senso e potenzialità) senza un elemento chiave: internet in mobilità. Essere connessi sempre e ovunque è la condizione necessaria per digitalizzare il pianeta e portare i benefici della rete (dalla conoscenza fino a nuovi prodotti e servizi che migliorino i nostri stili di vita e che generino nuove opportunità di business) in ogni luogo del mondo.

E la velocità maggiore assicurata da internet in mobilità porta la sigla di 5G.

Si tratta della quinta generazione della tecnologia che consente di trasmettere dati via etere e promette di rendere più veloci le connessioni da 100 a 1.000 volte rispetto a quelle attuali.

Al momento non ci sono ancora offerte commerciali, ma quasi tutti gli operatori stanno conducendo test e sperimentazioni, anche in Italia.

Le applicazioni saranno moltissime. Pensate infatti a tutto ciò che riguarda gli oggetti connessi, ormai miliardi e miliardi in tutto il mondo.

Ad Amburgo, per esempio, è partita da qualche settimana una sperimentazione che ci proietta nel futuro. Arrivati con la propria automobile in aeroporto, si scende e, attraverso un’app, si invia la vettura (senza guidatore) nel parcheggio; al ritorno è sufficiente chiamare l’auto – sempre con lo smartphone – e aspettare che giunga al Terminal degli arrivi.

Siamo dunque all’inizio di una nuova era della mobilità nella quale, progressivamente, le vetture prenderanno il nostro posto alla guida.

Uno scenario in parte inevitabile per ridurre il numero di persone che ogni anno muoiono a seguito di un incidente stradale (in Italia siamo a 50 al giorno).

Per fare questo è però necessario che le auto si “parlino” tra di loro e con una latenza minima (cioè in tempo reale). Il 5G sarà lo strumento usato dalle vetture per dialogare.

Sarà così anche in tanti altri settori. Il sistema sanitario nazionale di tutti i paesi (pubblico o privato, non importa) dovrà infatti fare i conti con i progressi della medicina che porterà a vivere sempre più a lungo e all’aumento di malattie croniche che non peggioreranno la qualità di vita ma che costringeranno i pazienti a essere monitorati costantemente.

Come?

Attraverso dispositivi che controlleranno alcuni parametri del nostro corpo e che terranno informati – sempre in tempo reale – i centri clinici sul nostro stato di salute. Pure in questo caso il 5G consentirà di rendere tutto fattibile.

La sempre maggiore rapidità delle connessioni mobili rivoluzionerà interi pezzi della nostra società: dall’industria “pesante” al lavoro, dalla formazione alla ricerca scientifica, dai media al retail, fino alle banche, all’energia, alle assicurazioni.

La mobilità e la salute sono solo due esempi. La sempre maggiore rapidità delle connessioni mobili rivoluzionerà interi pezzi della nostra società: dall’industria “pesante” al lavoro, dalla formazione alla ricerca scientifica, dai media al retail, fino alle banche, all’energia, alle assicurazioni e così via.

Per questo l’Unione Europea ha dato delle linee guida stringenti per l’adozione del 5G: entro il 2025 tutti i paesi dovranno essere coperti, con una tappa intermedia (2020) di almeno una grande città per stato.

Si dovrà quindi procedere veloci. Anche perché il resto del mondo (Usa, Cina e Corea del Sud su tutti) non ci aspetterà di certo.

* Direttore di Wired Italia