Prima di tutto la salute

Una nuova cultura della medicina mirata, basata su appropriatezza delle prestazioni e personalizzazione della cura. Ecco le sfide per il sistema sanitario italiano in cui, scrive il presidente Stefano Cuzzilla, pubblico e privato devono lavorare in maggiore sinergia

Quello della sanità è un universo complesso, in cui al centro si pone il bene più prezioso, la salute della persona. Universalità ed equità del sistema sanitario sono valori costitutivi per il nostro Paese, per i quali ancora oggi ci distinguiamo nel mondo. A questi due capisaldi, tuttavia, dobbiamo aggiungerne almeno altrettanti che sono destinati a incidere sul tipo di risposta sanitaria che potremmo garantire in futuro: mi riferisco al valore dell’appropriatezza della prestazione medica e a quello della personalizzazione della cura.

La sostenibilità dell’intero sistema, in cui interagiscono pubblico e privato, dipende da come ci rapporteremo con queste sfide. L’appropriatezza implica che si dia seguito esclusivamente agli esami e analisi necessari a far fronte alla patologia sin dalla prima fase di diagnosi, sin dalla prevenzione stessa che, per essere tale, non può essere generica o improvvisata. Accedere in modo appropriato al Servizio sanitario nazionale è la ricetta migliore per realizzare un risparmio di spesa pubblica e, al contempo, arginare fenomeni come quello delle liste d’attesa, riconoscendo priorità agli interventi davvero utili per la singola persona, in modo che siano sempre accessibili.

Personalizzare la cura, a ben vedere, rappresenta un’applicazione evoluta del primo principio, laddove si riconosce che la prestazione sanitaria più efficace non è soltanto quella scientificamente appropriata al caso concreto, ma quella che considera tutte le specificità dell’individuo nel suo complesso.

Questo ragionamento è ancora più importante quando ci si rivolge al settore privato convenzionato. La copertura sanitaria non può infatti favorire la deroga a questi valori, che sono indispensabili per una risposta sanitaria sostenibile nel lungo periodo.  In questo senso pubblico e privato devono agire in maggiore sinergia, lavorare insieme per una nuova cultura della medicina mirata al fabbisogno specifico del singolo e della sua famiglia.

Questa nuova cultura della medicina è favorita dall’azione dei nostri Fondi sanitari integrativi e dalle coperture assicurative che il sistema Federmanager ha messo in campo. La nostra logica non si esaurisce certamente nel concedere un rimborso delle spese sostenute dai nostri colleghi, bensì ci prendiamo cura delle esigenze degli associati attraverso un network di professionisti e centri medici di eccellenza.

Avanguardia tecnologica, ricerca scientifica, valorizzazione delle professionalità, efficienza della risposta sanitaria, anche dal punto di vista della tempestività, e promozione di stili di vita corretti sono linee guida per chi opera all’interno del sistema Federmanager. Alla salute dei manager è rivolta massima attenzione da parte nostra, soprattutto in questi mesi in cui insieme a Confindustria stiamo valutando l’aggiornamento del CCNL di categoria, che mi auguro rinnoveremo presto con l’obiettivo di rafforzare le tutele e di introdurre sistemi innovativi per rendere più forte e più competitiva la nostra offerta di protezione della salute.