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Creativi, ergo makers

Più di 700 progetti/invenzioni provenienti da 31 paesi e distribuiti in 6 padiglioni, su una superficie espositiva di 55 mila metri quadrati. Oltre 25.000 studenti nella sola mattinata d’apertura. Questi sono i numeri della quarta edizione del Maker Faire, che è tornata nella Capitale con l’intento di diventare la più grande manifestazione europea dedicata alla tecnologia e all’innovazione.

Makers, imprenditori e start up si sono incontrati e hanno condiviso la propria esperienza e le proprie idee insieme a centri di ricerca e università, confrontandosi anche con le grandi aziende italiane e internazionali, che hanno scelto il MF16 come rampa di lancio per le ultime innovazioni high-tech.

Un’opportunità importante anche per i visitatori, che hanno potuto toccare con mano il processo di digitalizzazione della manifattura, avvicinandosi ad alcuni dei settori che promettono di trasformare radicalmente il processo produttivo nel prossimo futuro: robotica, ingegneria biomedica, domotica, Internet of Things, droni, stampanti 3D, laser cutting.

Per chi non ha potuto raggiungere la Nuova Fiera di Roma, ecco una selezione dei prodotti di ultima tendenza e i progetti più interessanti che abbiamo incontrato.

Tra le grandi corporation, Intel ha presentato Joule, una scheda di prototipazione multifunzionale destinata a inserirsi nell’ambito dell’IoT, mentre lo stand di Google consentiva di sperimentare la nuova piattaforma Computer Science First, pensata per avvicinare i più giovani alla programmazione e al coding.

Una giuria di esperti ha attribuito il primo premio ROME (Rome Outstanding Maker of Europe) a Talking Hands, un dispositivo indossabile sviluppato da LiMix in grado di percepire i movimenti delle mani e di tradurre in simultanea la lingua dei segni in voce.

Tra i primi dieci classificati, selezionati in base all’impatto sociale e alla sostenibilità economica del progetto, il Baby on Board – l’incubatrice neonatale a basso costo prodotta da Open Biomedical Initiative con materiali stampati in 3D – e FlyTech, un esoscheletro composto da un’unità di volo e pensato per operazioni di soccorso in cui non sia possibile utilizzare i mezzi tradizionali.

Tra i progetti più interessanti, molti sono orientati a sostenibilità e green. Tra questi sicuramente il computer termodinamico Watly, in grado di purificare grandi quantitativi di acqua contaminata grazie all’energia solare, permettendo allo stesso tempo di fornire elettricità e connettività e dotato perfino di un programma per la navigazione di droni.

Warka Water, una struttura modulare verticale completamente riciclabile e progettata in modo da raccogliere pioggia, nebbia e condensa dall’atmosfera, trasformandole in acqua potabile.

WeLab, un laboratorio d’analisi portatile per la qualità di olio, vino e birra, caratterizzato da bassi costi e facilità di utilizzo, grazie alla gestione dei dati online; oltre a quello professionale, questo progetto si sviluppa peraltro anche in ambito educativo, con un’applicazione per le scuole che simula una prova di laboratorio guidata e digitalizzata.